Una nuova società per salvare Profit

Fleming Network potrebbe traghettare Odeon e gli altri canali Profit, in crisi da qualche anno per le difficoltà di Raimondo Lagostena, verso un nuovo futuro, con l’appoggio di Investimenti e Sviluppo.

Ecco l'articolo di Andrea Secchi apparso su 'Italia Oggi' del 15 marzo scorso:

“Si chiama Fleming Network la possibile salvezza di Profit, lo storico gruppo televisivo di cui fanno parte tra gli altri Odeon, Telereporter e Telecampione. È una nuova società, costituita sul finire dello scorso anno da tre professionisti del settore che già avevano avuto cariche in Profit, e che ora ha preso in affitto il ramo d'azienda dell'intero gruppo.
L'obiettivo è cominciare a lavorare su tutte le attività, dalla raccolta pubblicitaria alla parte editoriale, all'affitto di banda a terzi. Entro l'anno, poi, Fleming cercherà di acquisire la proprietà del gruppo da Raimondo Lagostena, il fondatore di Profit implicato nel 2009 in un caso di tangenti per la campagna di comunicazione della regione Lombardia.

A dare una mano a Fleming dal punto di vista finanziario sarà Investimenti e Sviluppo, il fondo di private equity che durante il 2011 si era candidato all'acquisto del gruppo Tv, poi mai realizzato per il mancato accordo di Profit con i fornitori sulla ristrutturazione del debito.

Dal punto di vista dei conti, Profit ha ancora molto da lavorare. A fine 2010 i debiti ammontavano a 66,7 milioni a fronte di una perdita di 13 milioni e a un fatturato in progressivo calo dal 2008 in poi: 26,6 milioni in quell'anno, 20,2 milioni del 2009, 14,4 milioni nel 2010, l'ultimo dato disponibile. Così hanno pesato anche le perdite: 8,8 milioni nel 2008, 12,7 mln e 8,5 mln nei due anni successivi.

Per i dipendenti, però, le cose ultimamente sembrano essere migliorate, non si parla più dei 35 licenziamenti possibili a seguito degli esuberi individuali con la cassa integrazione terminata qualche mese fa, e c'è stato un certo recupero nel pagamento degli stipendi, in forte ritardo lo scorso anno.

I progetti di Fleming Network, poi, sembrano essere per lo sviluppo delle attività: “Non abbiamo in programma alcuna dimissione - ha dichiarato a 'Italia Oggi' Andrea Marcotulli, presidente nonché socio di Fleming - , al contrario, il nostro piano industriale prevede acquisizioni e partecipazioni in aziende terze. Al momento, ci stiamo dedicando allo sviluppo dell'attività editoriale, alla raccolta pubblicitaria e alla messa in disponibilità della capacità trasmissiva. Saremo un gruppo che concentra la propria attività in servizi offerti alla produzione e distribuzione per il cinema e la Televisione fermo restando che al momento stiamo valutando il nostro impegno nell'area degli operatori di rete”.

Marcotulli (in passato consigliere di Anica Servizi) fra le altre cose è stato presidente del Cda di Eurotelevision e consigliere di Ctg, due delle oltre 35 società della galassia Profit, alcune delle quali in liquidazione. Così come hanno avuto incarichi nelle due stesse società anche Ernesto Irace e Marco Maddalena, gli altri due soci fondatori di Fleming Network. Tutt'e tre (che hanno quote paritarie) a fine febbraio hanno proposto l'ingresso di Ares Investimenti, il veicolo con il quale entra nell'operazione Investimenti e Sviluppo. Per questo è stato deliberato un aumento di capitale di 8,7 mila euro di Fleming (dai 10 mila iniziali) e ad Ares è andato il 38,6% della società. L'impegno di Investimenti e Sviluppo è di mettere a disposizione fino a 3 milioni di euro in linee di credito e fonti di finanziamento alternative per questa fase dell'affitto di ramo d'azienda.

“Per noi è un investimento finanziario - ha detto il presidente di Investimenti e Sviluppo, Andrea Tempofosco - ma non saremo dei soggetti passivi e stiamo lavorando alacremente perché si arrivi a un buon risultato e all'acquisizione. Dopo che l'anno scorso non si erano realizzate le condizioni che avevamo posto, ci siamo affiancati volentieri a questa cordata con un veicolo nuovo (Fleming) che ci dà tutte le garanzie del caso”.
Proprio Investimenti e Sviluppo, tra l'altro, (sta completando) un aumento di capitale da 5 milioni di euro, “che è andato bene, soldi che ci servono per investire ancora”, precisa Tempofosco, e che dovrebbero portare il fondo in breve fuori dalla black list della Consob in cui era stata messa per difficoltà pregresse al cambio degli azionisti di controllo”.

Pubblica i tuoi commenti