Una petizione per recuperare il passato della Tv

Molti contenuti audiovisivi, girati in standard e formati diversi, sono difficili da conservare. Diversi professionisti del video guidati da Adolfo Guzzetti di AG Video hanno indetto una petizione proprio per promuovere il recupero degli archivi radiotelevisivi italiani 

L'evoluzione dei formati di memorizzazione dei video ha prodotto materiali in moltissimi formati che per essere letti oggi comportano l'impiego di macchine che si possono definire “dinosauri del passato”, pressoché inesistenti o di difficile manutenzione. E non sono solo  le macchine a essere "invecchiate": gli anni sono passati anche per quei fantastici e indispensabili tecnici che conoscevano il mondo del video analogico come le loro tasche.

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I tecnici in grado di far funzionare e manutenere alcune macchine del passato sono ormai pochi.

Oggi è allora determinante fare squadra per trovare una strada percorribile che consenta di salvaguardare gli archivi video. A tale proposito, i professionisti del video guidati da Adolfo Guzzetti di AG Video, stanno raccogliendo le firme per una petizione sul recupero dei nastri magnetici o archivi radiotelevisivi italiani.

A sinistra, Adolfo Guzzetti

A sinistra, Adolfo Guzzetti di AG Video.

L'iniziativa è stata avanzata in occasione della presentazione della nuova Legge sul Cinema, lunedì 21 novembre, presso la scuola del cinema di Milano, da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini, della Senatrice Rosa Maria Di Giorgi e dell'estensore dei decreti attuativi Nicola Borrelli. Il progetto promosso da Guzzetti, in concreto una lettera aperta al ministro della Cultura Dario Franceschini,  intende coinvolgere i giovani, per formarli sulla gestione e la manutenzione di quelle macchine necessarie a trasformare informazioni analogiche in digitali per una catalogazione e una indicizzazione che possano garantirne un riutilizzo futuro. A essere interessati sono in molti - stazioni radio-tv, enti pubblici, privati,  fondazioni, produttori di contenuti - e tutti sono tesi alla salvaguardia e al recupero degli archivi storici registrati sui supporti magnetici, molto più a rischio della pellicola, anche se decisamente più "giovani". A Busto Arsizio, nello spazio espositivo di via Zappellini 3, fino al 3 dicembre è aperta al pubblico la mostra “Passerella”, che offre la possibilità di vedere come “reperti” televisivi del passato sollevano l’interesse ancora oggi. Con un ricco programma di eventi come cornice, vengono qui riproposti documenti, giornali, video, oggetti e apparati dei primi anni della Tv privata in Italia.

 

There are 5 comments

  1. Adolfo Guzzetti

    Ringrazio la redazione di Millecanali per aver dato spazio a questa iniziativa, che personalmente, da tecnico attempato, ritengo sia importante per poter salvaguardare un patrimonio culturale che altrimenti andrebbe perso inesorabilmente. Le apparecchiature, i tecnici per le riparazioni, i pezzi di ricambio introvabili, altri professionisti in grado di far funzionare questi “dinosauri del video”, possono portare alla perdita di 50 anni della storia della televisione Italiana, senza punto di non ritorno.
    Grazie per la cortese attenzione e collaborazione.

  2. Pietro Ottaviani

    Ho già espresso il mio pensiero. Comunque ribadisco che : la memoria di ieri è insegnamento di domani. Complimenti Adolfo per la tenacia

  3. pino callà

    Buon giorno sono Pino Callà, fondatore della Asa Television che penso tutti ricorderanno. Attiva dagli anni 70 ha partecipato a tutta la evoluzione delle tv private con le sue attrezzature, i suoi studi, producendo anche in altri studi, CTC, STUDIO ONE, ICET, LA CINQUE a PARIGI oltre ai nostri studi di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. I clienti erano Fininvest di cui siamo stati soci , Mondadori di cui siamo stati soci, Rai, oltre a network come Italia 7 e altre realtà importanti.
    Questa breve introduzione per chi non si ricordasse o non sapesse.
    Ma anche per introdurre un’altro elemento : non c’è solo da salvare le attrezzature storiche ma anche i contenuti di programmi o servizi che rappresentano con le immagini quel periodo, per noi storico.
    Noi ad esempio abbiamo in casa circa 3000 ore di film, videoclip, back stage
    di programmi storici che stiamo faticosamente archiviando e trasferendo su file digitali, quando il tempo o le macchine lo consentono ( dal VCR ad oggi).
    Siamo andati sino in Olanda per trovare dei vecchi 871 e un operatore in grado di trasferire dei nastri da 1 pollice 871.
    Cosa stò cercando di dire: sarebbe interessante creare un centro apposito per il recupero di questi supporti e come una biblioteca di libri, realizzare una biblioteca di immagini e programmi a disposizione di tutti.
    A questo proposito stò pensando di proporre alla Regione Lombardia la partnership di questa operazione.
    A disposizione Pino Callà

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