Una settimana ‘difficile’ per Bruno Vespa

 

Sarà anche vero quel che dice, quasi da vecchio saggio, Carlo Freccero, cioè che Bruno Vespa, si è tolto una soddisfazione, essendo ormai a fine carriera. Ma alla fine il bilancio settimanale non sembra dei più positivi per il factotum di ‘Porta a porta’, trasmissione che, proprio in occasione dei suoi vent’anni (come da logo su teleschermo), vede appannata la sua ‘immagine’, in virtù di un’intervista al figlio di Totò Riina, Salvo, che, nei termini in cui si è svolta, era forse meglio evitare.

La questione, in realtà, è di enorme complessità, visto che chiama in causa una quantità enorme di situazioni e di problematiche, dalla deontologia giornalistica alla specificità del mezzo televisivo in quanto tale, dalla situazione effettiva della Rai oggi a quella legata alla natura del servizio pubblico, dall’influenza e dal potere della mafia (almeno quella ‘tradizionale’ di Riina) in Italia ancor oggi, a quale sia il modo giusto per combatterla in Tv, senza dimenticare addirittura le questioni di marketing, visto che tutto è partito dalla necessità di promuovere nel modo più ‘opportuno’ (dal punto di vista di Salvo Riina) un libro in uscita.

Crediamo non sia il caso di rievocare qui tutto questo, anche se verrebbe voglia di dire, con una battuta, che ‘chi di libro colpisce, come Vespa appunto che promuove in continuazione i suoi libri in Tv e altrove, di libro perisce’. Ma lasciando le analisi più specifiche al fiume di articoli che sono comparsi sui giornali e non dimenticando l’attenta analisi dei ‘messaggi’ che Riina intendeva mandare con le sue risposte a Vespa fatta da Roberto Saviano a ‘Tv Talk’, vediamo quali sono le conseguenze in tema di Rai e di poteri in Rai.

Non è passata inosservata la non eccelsa figura fatta dai vertici dell’azienda alla Commissione Antimafia, dove una furibonda Rosy Bindi è riuscita a convocarli in poche ore, battendo nettamente sul tempo la Vigilanza. Non è stata la rituale passerella: la presidente Maggioni ha preso con una certa decisione le distanze facendo capire che se fosse dipeso da lei, l’intervista non sarebbe andata in onda; Campo Dall’Orto non è riuscito a elaborare una linea di difesa convincente: alla fine è sembrato di capire che la decisione di procedere l’abbia presa il direttore editoriale Verdelli ma anche che tutto si sia svolto in un modo troppo rapido, che non ha permesso di valutare bene nel merito le cose. Qualche colpa ce l’avrebbe anche, secondo alcuni, il giovane ed ‘inesperto’ direttore di RaiUno Fabiano, mentre Vespa si è appunto voluto prendere una soddisfazione da ‘vero giornalista’, perché, certo, anche Biagi, Marrazzo e Zavoli intervistavano criminali di ogni tipo e lui non vuol essere da meno, anche se non manca chi la differenza la vede, eccome.

La puntata riparatrice di giovedì sera di ‘Porta a porta’ non ha fatto che peggiorare le cose, senza sistemare nulla. E pensare che il programma sta cercando di parlare sempre meno di politica in senso stretto, virando su altri temi, come fanno poi in diversi in Rai, compreso Giannini a ‘Ballarò’.

La situazione di Vespa è poi peggiorata dal fatto di avere un contratto in proroga per ‘Porta a porta’, o meglio un contratto in scadenza (a giugno) che è già stato però prorogato fino al giugno 2017. Un’uscita di sicurezza, in teoria, in sostanza una fragilità rispetto alla situazione di un contratto rinnovato e in pieno vigore. Politicamente, poi, Vespa, è riuscito stavolta a scontentare molti, soprattutto Renzi, e la debolezza pertanto si accentua. Che abbia ragione Freccero, allora?

Chi vivrà vedrà, nel frattempo Campo Dall’Orto e Verdelli dovranno dare un po’ di sostanza alla promessa ‘nuova Rai’. Perché poi tutto si svolge mentre si devono rinnovare alla svelta Convenzione e contratto di servizio e soprattutto si deve far capire alla gente perché stavolta non si possa svicolare sul pagamento del canone.

Sarà accelerata allora la nomina dei direttori dei Tg? Si vedrà al più presto qualcosa di nuovo e di diverso in onda? Si eviterà che qui e là si faccia un po’ quel che si vuole, perché non c’è solo Vespa a rivendicare autonomia, si pensi (ma si possono anche fare altri casi) a Porro, che si prende la libertà di nominare collaboratore e opinionista Luigi Bisignani, sì proprio lui. La nuova Rai eviterà situazioni come questa?

Ah saperlo, direbbe qualcuno, Campo Dall’Orto ha assicurato controlli preventivi ben diversi a partire da settembre, ma ecco che  è insorto l’Usigrai, che rivendica l’autonomia giornalistica. Quindi, tutto come prima? Insomma - e non è certo per difendere il ‘povero’ Campo dall’Orto - comunque la giri, puoi andare incontro a brutte avventure. O anche, per parafrasare, una fiction attualmente in onda, ‘come fai, sbagli’.

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