Una settimana piena di notizie per Mediaset

 

“Rispetteremo le tempistiche: i termini scadono il 21 aprile ed entro quella data saremo pronti a decidere”. Antonio Nicita, commissario Agcom, ha garantito che l’Autorità, che sta procedendo alle necessarie audizioni, non prenderà tempo per ciò che riguarda l’istruttoria aperta per valutare se la presenza di Vivendi sia nel capitale di Telecom Italia che in quello di Mediaset sia compatibile o meno con la legislazione vigente. La decisione potrebbe essere importante per determinare le sorti della durissima vertenza che oppone i francesi a Fininvest per il controllo di Mediaset.

Ma se l’Agcom ‘galoppa’, la magistratura ha altre procedure. Il giudice di Milano Vincenzo Perozziello, davanti al quale si sta celebrando la causa civile sempre fra Fininvest e Vivendi, ha stabilito che è necessario, come prevede la legge, il tentativo di mediazione. Pertanto ha dato i termini per consentire alle parti di cercare una conciliazione e ha fissato la prossima udienza in ottobre.

Il giudice Perozziello ha intanto, come previsto, unificato i due procedimenti avviati da Fininvest e Mediaset nei confronti di Vivendi. Tutto infatti è nato da due denunce: la prima è quella intentata da Mediaset per richiedere “l’esecuzione coattiva” del contratto per l’acquisto della pay-tv e il risarcimento dei danni subiti “pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento”, con un danno complessivo “non inferiore a un miliardo e mezzo”; la seconda è quella di Fininvest, che ha chiesto a sua volta al gruppo controllato da Bollorè “il risarcimento di gravi danni” che “ammontano a una cifra non inferiore a 570 milioni”.

Ora le parti hanno tre mesi di tempo appunto per cercare una conciliazione sulle richieste di ‘diffamazione’, una finestra comunque prorogabile, e la fissazione della prima udienza in ottobre conferma tempi lunghi.

 

Nel frattempo, come riportano le agenzie, nel gruppo Mediaset si procede a una importante razionalizzazione societaria, ragion per cui Videotime, che ha un migliaio di dipendenti e si occupa di produzione, e la più piccola Mediashopping saranno presto fuse nella controllante Rti, a sua volta controllata da Mediaset. Il riassetto rientra nel piano annunciato da Mediaset che prevede di qui al 2020 di risparmiare circa 123 milioni di euro sulla base di interventi di miglioramento organizzativo del gruppo.

Rti controlla o possiede partecipazioni in una quindicina di società, tra cui Mediaset Premium, Elettronica Industriale e Medusa Film. Mediashopping è controllata da Rti al 100% mentre Videotime è controllata al 99%, quindi per procedere alla fusione per incorporazione in quest'ultimo caso si dovrà probabilmente ricorrere ad alcuni passaggi tecnici.

Nel 2015 Videotime ha registrato ricavi per 151,7 milioni e un risultato operativo praticamente in pareggio. Mediashopping, nata nel 2005, dà lavoro a una trentina di dipendenti e ha totalizzato ricavi nel 2015 per 22,7 milioni di euro e un risultato operativo negativo per 6,8 milioni.

Nessuna ripercussione è attesa dalle operazioni sul fronte occupazionale.

 

Ma la settimana ‘di fuoco’ di Mediaset non finisce qui. A tanti telespettatori farà ancora piacere sapere che la partita dell’11 aprile tra Juventus e Barcellona sarà stavolta diffusa in chiaro su Canale 5. Solo il match di ritorno del 19 aprile - quello veramente decisivo - sarà un’esclusiva della pay-tv Premium.

Peraltro, se poi la Juventus dovesse passare alle semifinali, il ‘chiaro’ diventerebbe obbligatorio: semifinali e finali, nel caso in cui siano presenti squadre italiane, devono infatti essere trasmesse obbligatoriamente in modalità ‘free’.

 

Per dimenticare le amarezze della pay-tv, si è anche fatto festa in settimana allo Studio 10 di Cologno per il nuovo accordo con Paolo Bonolis (della ‘scuderia’ di Lucio Presta, in rotta con la Rai per il ‘caso’ di Paola Perego e di ‘Parliamone sabato’), che non andrà dunque in Rai.

Alessandro Salem, direttore generale contenuti Mediaset, ha spiegato: “Abbiamo appena siglato un accordo biennale con Paolo Bonolis, che lavorerà per noi su due linee di prodotto d’intrattenimento differenti. Da un lato titoli popolari come ‘Chi ha incastrato Peter Pan?’, ‘Ciao Darwin’, ‘Scherzi a parte’, ‘Avanti un altro’. E poi anche cose più sperimentali, che sono comunque nelle sue corde”.

Tornerà così il fortunato show ‘Music’ e si riprenderà in qualche modo anche il format di ‘Il Senso della vita’, su Italia 1. Più in generale, sempre secondo Salem, Mediaset investirà ora “con forza e convinzione in contenuti originali e l’accordo con Bonolis è un elemento chiave di questa strategia”.

E Bonolis sa che se vorrà davvero fare Sanremo, potrà farlo, come Maria De Filippi. L’ha assicurato lo stesso Piersilvio Berlusconi.

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