Radio
Ungheria: chiusa Klubradio
Mauro Roffi e Elena Romanato
23 Dicembre 2011
Ma la conferma della grave posizione del governo Orban (che lo pone ai margini della 'libera Europa' e in una situazione quasi peggiore della Russia, dove i fermenti di libertà si moltiplicano, soprattutto via web) è arrivata in questi giorni con la chiusura di Klubradio, ormai l'unica Radio indipendente del Paese, che dovrà cessare l'attività dal primo gennaio. La decisione è dell'autorità governativa di controllo sui media, la NMHH, cui la legge bavaglio conferisce ampi poteri.
Klubradio, molto ascoltata in Ungheria, perderà la sua frequenza, che sarà assegnata a un'emittente più accondiscendente nei confronti del regime, rendendo molto più difficile per gli ungheresi semplicemente informarsi. La motivazione della chiusura è che Klubradio non dà abbastanza spazio alla musica e alla cultura magiare.
Il provvedimento del governo Orban è anche la risposta alla Corte costituzionale, che ha dichiarato anticostituzionale la legge sulla stampa, appunto la legge-bavaglio, soprattutto per l'obbligo che impone ai giornalisti di dichiarare le proprie fonti. "Il provvedimento è di fatto una frode - dichiara Andras Aratò, direttore di Klubradio - . La decisione scatenerà la collera di centinaia di migliaia di nostri ascoltatori". Alla notizia della chiusura si infatti sono moltiplicati gli appelli on line a difesa dell'emittente con l'organizzazione di manifestazioni di piazza, mentre migliaia di e-mail di protesta hanno investito da tutto il mondo il governo e le ambasciate ungheresi.
Un appello che facciamo pienamente nostro, per cui continueremo doverosamente a tenere i riflettori accesi sulla situazione di questo “sfortunato” Paese europeo.
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