Ungheria: il Governo ‘alla berlina’ via Radio

Ecco una cronistoria dei più recenti avvenimenti in Ungheria, non certo privi di alcuni importanti risvolti mediatici…

Il 17 settembre scorso la diffusione di una conversazione tra il primo ministro ungherese Gyurcsany (socialista) e il suo staff ha creato disordini in buona parte dell'Ungheria. Un nastro audio, con le parole del premier pronunciate durante una riunione di partito a porte chiuse è stato diffuso via Internet sul sito della Radio di Stato Ungherese.

Nel 'discorso' di 25 minuti, inframmezzato da molte espressioni volgari, il primo ministro ungherese diceva di avere mentito per tutti i mesi che era stato al Governo, di avere ingannato gli elettori, sostenendo di non volere ora più dire bugie.

"Abbiamo mentito dalla mattina alla sera - aveva detto Gyurcsany - ; non potete citarmi un provvedimento significativo del Governo di cui possiamo essere orgogliosi, oltre al fatto che siamo rimasti al potere... Ho fatto d tutto negli anni scorsi per fingere che stavamo davvero governando, invece abbiamo mentito giorno e notte. Non lo voglio fare più".

In seguito alla diffusione del nastro a Budapest circa 20.000 manifestanti hanno occupato le strade, manifestando davanti al Parlamento. Ma accanto ai dimostranti che chiedevano pacificamente le dimissioni del primo ministro ce ne sono stati altri che hanno dato vita a scontri di piazza, per la maggior parte sostenitori del partito d'opposizione Fidesz di Victor Orban e di Jobbik, il partito di destra dei giovani. Alcuni di loro hanno anche cercato di 'occupare' la Tv di stato magiara, pur senza entrare fisicamente negli studi (ma sfasciando alcuni distributori automatici).

A distanza di diversi giorni da quei fatti, alcuni aspetti del "caso Gyurcsany" sono ancora oscuri. Il primo interrogativo riguarda chi possa avere registrato e diffuso il nastro, dato che le parole del primo ministro erano state pronunciate in una riunione ristretta di 'fedelissimi' (ma evidentemente non troppo). La conversazione tra Guyrcsany e i suoi risaliva inoltre a maggio. Perché trasmetterla dopo così tanto tempoO

Sicuramente per mettere in cattiva luce il partito socialista alla vigilia delle elezioni amministrative del 1° ottobre.

Non è un caso che il 15 settembre, alcuni giorni prima della diffusione del nastro, fossero state fatte delle minacce contro il premier. Uno sconosciuto aveva mandato per posta ad una radio commerciale un disco audio con la voce distorta di un uomo che diceva: "Budapest andrà in fiamme come Parigi, se il governo non si dimetterà entro il 20 settembre". Nei giorni dei disordini ci sono inoltre stati alcuni falsi allarme-bomba alla stazione centrale di Budapest.

Le lezioni amministrative del 1° ottobre si sono poi rivelate un vero terremoto politico. Il partito conservatore Fidez ha conquistato la maggioranza in 18 assemblee su 19 ed ha imposto i suoi candidati sindaco in 14 città su 22 (Budapest resta ai socialisti). L'opposizione ha chiesto le dimissioni del Governo (insieme ai manifestanti che in questi giorni hanno continuato a manifestare davanti al Parlamento) e lo stesso presidente ungherese Lazlo Solyom ha criticato il primo ministro per non aver affrontato la questione morale.

Si attendono altri sviluppi.

Pubblica i tuoi commenti