Un’indagine su “Giovani&Media”

Comunicazione e media nella generazione del nuovo millennio. Una interessante ricerca del Corecom del Friuli-Venezia Giulia viene presentata oggi al COM.PA. di Bologna.

Televisione addio, o quasi: i giovani italiani per comunicare ed informarsi prediligono internet e telefonini. È il dato più significativo che emerge da una ricerca che viene presentata oggi al COM.PA. di Bologna dal Comitato regionale per le comunicazioni del Friuli Venezia Giulia (Corecom FVG) - realizzata con la collaborazione dell'SWG - sul tema "Giovani&Media". All'incontro e al dibattito, oltre a esperti di comunicazione, partecipano Alessandro Tesini, Presidente della Conferenza dei Consigli Regionali e delle Province autonome, Angelo Gallippi, vicepresidente della Conferenza nazionale dei Corecom, Gerardo Mombelli, presidente dell'associazione "Comunicazione Pubblica".

"E' importante ascoltare i segnali che vengono dall'universo dei giovani - ha spiegato Franco Del Campo, presidente del Corecom FVG, presentando i risultati della ricerca - per capire davvero chi sono, cosa vogliono e dove vanno e anche di che cosa hanno paura, per indovinare quel po' di futuro che ancora ci appartiene".

La generazione del nuovo millennio è ormai del tutto "mediatizzata". Vive, si muove e comunica in un universo composto da internet, televisione, telefonini, radio e ancora giornali. In sostanza è sempre "connessa" a qualche medium. La televisione, specie quella generalista, ormai ha perso la sua posizione centrale ed egemone; internet trionfa e si dilata, ma permette anche di integrarsi con altri media, come telefonino, radio e addirittura libri e quotidiani. Insomma la famosa "convergenza" è già realtà nella testa e nelle mani della generazione del nuovo millennio. I giovani di oggi dedicano 23 ore alla settimana ad internet e meno della metà (11 ore) alla televisione, mentre stanno attaccati al telefonino 8 ore alla settimana, per parlare o mandare SMS (almeno 10 al giorno), ascoltano la radio per 6 ore e leggono, quotidiani, riviste o libri non scolastici, per altre 7 ore. Ma attenzione, spesso lo fanno contemporaneamente.

La condanna nei confronti della televisione non è solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa. In una scala semantica che va da 1 a 5, dove 1 è del tutto negativo e 5 è completamente positivo, la televisione raccoglie i giudizi peggiori. Risulta essere il medium meno imparziale (2,3), più scadente (2,7), meno educativo (2,6) e anche meno informativo (2,7). Solo su un punto risulta avanti a tutti gli altri media: sulla capacità di influenzare (4,1) chi guarda e ascolta. Un vero e proprio "de profundis".

Tra gli altri media, internet svetta per la sua indipendenza (4.3), qualità (3,9), capacità formativa (3,6). Solo sul piano informativo riemerge dal passato l'odore d'inchiostro dei "vecchi" giornali (3,7), che rimangono la fonte principale di approfondimento.

Una generazione, quindi, di "internauti" o di internet-dipendentiO Solo in parte. Alla domanda "a cosa non potreste mai rinunciareO" , la maggioranza dei giovani intervistati (43%) risponde il cellulare, seguito da internet (40%), mentre solo il 10% risulta (ancoraO) dipendente dalla televisione (il 7% non risponde). Non a caso la totalità degli intervistati possiede un telefonino, spesso tecnologicamente avanzato (53% con fotocamera, il 16% con videofonino), con cui passa almeno un'ora al giorno, in media ha finora cambiato 3,7 telefonini ed utilizza nel 47% dei casi due o più schede telefoniche.

Per capire la predilezione dei giovani per internet si deve anche ricordare che è forse l'unico "ambiente" in cui hanno imparato a "camminare" da soli (84%) e che quindi sentono più che mai uno spazio proprio, che controllano con una agilità del tutto negata agli adulti (genitori o professori che siano), che in tutti gli altri casi invece sono guide o tutori. Ma internet rimane uno spazio virtuale, in cui si può costruire la propria (diversa) identità, in cui si può fare conoscenza (63%) e al tempo stesso superare le proprie timidezze (61%), sentirsi meno soli (53%) o addirittura sperare di trovare fidanzati/e o nuovi amici (42%). C'è un solo problema (ammesso che sia tale): internet non è lo spazio ideale per essere più autentici (solo il 26% ritiene che l'autenticità sia possibile in internet). Però, anche nella realtà virtuale può esserci il lupo cattivo, visto che il 18% degli intervistati risponde di aver avuto la sensazione di sentirsi in pericolo chattando su internet.

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