Un’interessante trasmissione sulla Rai a “Radio anch’io”

Era ancora una puntata estiva della notissima rubrica di RadioUno (Rai) “Radio anch’io”, ma la trasmissione del 1° settembre, …

...condotta da Gerardo Greco, ha avuto per tema un argomento "spinoso" e di grandissima attualità, ovvero il futuro stesso della Rai, oggetto di un fortissimo dibattito in queste settimane negli ambienti giornalistici e in quelli politici. Lo spunto è stato fornito dall'ampia intervista a "Panorama" di Cesare Romiti, che fra le altre cose ha proposto l'acquisto da parte della Rcs di una quota di minoranza (ma fino al 49!) di una rete radiofonica della Rai (magari proprio la stessa RadioUno su cui si svolgeva il dibattito!).

In apertura di dibattito è intervenuto il direttore generale della Rai Pierluigi Celli, che ha messo i puntini sulle "i". "Qui si sta facendo troppa confusione - ha sostenuto - e molti parlano di cose che neppure conoscono. Questo gruppo dirigente della Rai in questi anni ha creato le condizioni per uno sviluppo dell'azienda, per una sua apertura anche ai nuovi media e per l'ingresso di privati in alcune strutture. Ora devono essere il nostro azionista (l'Iri in fase di smobilitazione e ora il Tesoro) e il Parlamento a dirci come dobbiamo muoverci per andare oltre. Di certo non si può continuare a chiacchierare sulla Rai in questi termini, anche a sproposito".

Di seguito la parola è andata al sottosegretario Vita, che ha sostenuto che già nel disegno di legge 1138, da anni fermo al Senato, si prevedeva una nuova struttura per la Rai, con la costituzione di una holding capofila ma il mantenimento del controllo in mano pubblica. Secondo Vita questo modello può ancora essere valido, ma in ogni caso la parola spetta al Parlamento. Una privatizzazione vera e propria di RaiUno e RaiDue sarebbe invece una scelta molto più radicale e tutta da discutere.

Per l'opposizione il forzista Scajola e il presidente della Commissione di Vigilanza Landolfi hanno paventato il rischio di un scelta unilaterale della maggioranza di centro-sinistra, che intenderebbe creare condizioni nuove nel mondo della Tv, in previsione della prossima possibile sconfitta elettorale.

A difesa del concetto stesso di servizio pubblico (soprattutto in riferimento alla radio) si sono schierati telefonicamente alcuni ascoltatori, oltre a Pippo Baudo e al segretario dell'Usigrai Natale. E' poi intervenuto Cesare Romiti, che ha spiegato i termini della sua proposta, chiarendo che si trattava quasi di una "provocazione", per spingere l'acceleratore su questo tema, per fare andare avanti il dibattito su un argomento così rilevante e per creare le condizioni per un mercato dei media più maturo in Italia.

Ma qualcuno ha obiettato che, invece, di una questione simile non si poteva parlare in quei termini, ipotizzando soluzioni quasi "private" per una rete radiofonica Rai, mentre se mai privatizazione ci dovesse essere (soprattutto per RaiUno e RaiDue) occorrerebbe una "gara", come per l'UMTS. Un esponente dei Democratici ha invece detto che i compiti di servizio pubblico e quelli commerciali della Rai vanno definitivamente distinti e in questo quadro ci si deve muovere anche per separare le risorse (canone e pubblicità).

Quel che è certo è che il dibattito è appena iniziato e che la parola definitiva spetterà al Govero (dove Amato preme per una vicina privatizzazione della Rai) e soprattutto al Parlamento, mentre la Rai "naviga a vista", senza neppure, al momento, una proprietà ben definita.

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