Usa: finito lo sciopero di Hollywood

Lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood contro le major ha trovato una soluzione a pochi giorni dagli Oscar.

Gli Stati Uniti non sono un Paese dalla forte e consolidata tradizione sindacale ma lo sciopero indetto dagli sceneggiatori di Hollywood per il nuovo contratto triennale con gli studios, durato tre mesi, ha messo in seria crisi il sistema cinematografico produttivo hollywoodiano, minacciando seriamente anche la cerimonia di consegna degli Oscar.

Pochi giorni fa oltre il 90% dei 3.775 aderenti al sindacato Wga (Writers Guild of America) di New York e Los Angeles ha votato per la fine della protesta, che andava avanti dal 5 novembre scorso ed ha approvato l'intesa preliminare che i vertici della Wga avevano raggiunto con le major.

Uno dei nodi della vertenza era la richiesta di maggiorazioni per la distribuzione via internet: gli autori hanno ottenuto un massimo di 1.200 dollari nei primi due anni e una percentuale sugli incassi a partire dal terzo anno.

Lo sciopero ha quasi paralizzato Hollywood per 100 giorni e ha costretto alla cancellazione di eventi come la consegna dei Golden Globe in gennaio. La protesta in una prima fase aveva coinvolto anche i registi, che avevano manifestato con tanto di cartelli davanti ai cancelli delle majors.

Per un certo periodo sono stati sospesi anche i programmi di satira politica in Tv e kolossal come "Angeli e demoni" sono slittati al 2009.

La soluzione, non a caso, è stata trovata poco prima degli Oscar del 24 febbraio dopo che già c'erano stati problemi con la consegna dei Golden Globe, di solito la serata più mondata e attesa dell'anno insieme agli Oscar e quest'anno ridotta a una semplice conferenza stampa. Così lo show, pur in tono minore, è andato avanti e agli Oscar il miglior film premiato è stato "Non è un Paese per vecchi" dei fratelli Cohen, che ha vinto anche il premio per la miglior regia (miglior attore protagonista Daniel Day-Lewis per "Il petroliere" e miglior attrice protagonista Marion Cotillard per "La vie en rose").

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