Vivendi vuol far partire Canale +

 

Continua a passo di carica la ‘missione italiana’ di Bollorè e del suo gruppo francese Vivendi. Mentre la situazione in Mediaset è sempre ‘congelata’ ma non c’è per ora nessun fatto ‘decisivo’ (anche se Berlusconi si è ‘blindato’ e l’Agcom vorrebbe ulteriori impegni dai francesi), in Tim - Telecom Italia succede davvero di tutto. A partire dal nome, intanto perché anche se superato dal nome Tim, la stessa ‘vecchia’ denominazione Telecom Italia sarebbe proprio da abolire, poiché ora questa è stata appena trasformata in una società facente parte a tutti gli effetti del gruppo francese Vivendi, che pure di Tim ha solo poco meno del 24%. Il controllo è tuttavia talmente effettivo e totale che non serve certo rievocare le recentissime vicende della governance, con l’uscita di scena molto ben ripagata di Flavio Cattaneo e la progressiva nomina di un nuovo gruppo dirigente designato Oltralpe.

Fra le tante conseguenze della definitiva presa di potere dei francesi in Tim (lasciamo stare la altre clamorose vicende che vedono contrapposte in questi giorni Italia e Francia) ce n’è una che sembra addirittura ‘clamorosa’ in campo televisivo, ma che in realtà sembra tutta da capire nelle sue reali dimensioni e finalità. Si tratta dell’annuncio, dato in questi giorni, della volontà di far nascere addirittura attraverso Tim (e si suppone dunque non via etere né via satellite) una nuova pay-italiana, che sarebbe poi proprio Canale +, ‘banalissima’ italianizzazione della francese Canal + (che fa capo sempre a Vivendi).

La memoria corre subito allora ai tempi di Tele+, che in Italia fece anche faville per qualche anno, prima di cedere le armi a favore di Sky. I tempi oggi sembrano però completamente diversi e a occhio non si capisce quale spazio possa esserci per Canale +, che poi potrebbe anche essere in realtà ‘l’evoluzione’ di Tim Vision, in un mercato della pay-tv che tale non è (o non può essere), visto che anche Premium (che Vivendi alla fine non ha voluto) ha decisamente molto problemi. Sky sembra difficilmente attaccabile per tutti in Europa (proprio ora vorrebbe tentare anche l’ingresso in Spagna), mentre è proprio Canal + in Francia a non conseguire certo risultati brillanti. Allora Canale + potrebbe anche essere soprattutto un’iniziativa tattica per i francesi per giocare meglio la partita anti-Mediaset, causando nuovi problemi a Premium.

 

In ogni caso, la ‘versione ufficiale’ è che Vivendi vuol creare una convergenza franco-italiana per contrastare nientemeno che il dominio dello statunitense Netflix. Canal+ ha dunque ‘proposto’ a Tim di creare una joint venture per acquistare diritti televisivi e produrre film e serie originali da trasmettere su un nuovo canale televisivo. La collaborazione unirebbe in un solo marchio contenuti e infrastrutture, nel quadro del gruppo Vivendi, e il nuovo progetto avrebbe il nome di Canale +. In questa società Tim avrebbe la quota di maggioranza, mentre la pay-tv francese avrebbe la minoranza e fornirebbe alcune competenze ‘forti’, come quelle di Studio Canal, che già produce 25 film all’anno, e Studio Plus, specializzata nella realizzazione di serie televisive.

L’operazione partirebbe inizialmente con 100 milioni di euro e, dopo una prima fase di lancio, l’obiettivo è cercare di entrare nel mercato dei diritti Tv sportivi. La partita dei diritti sul campionato di calcio di serie A, rinviata all’autunno, resta dunque quella davvero decisiva, per tutti.

 

Infine, ancora in sospeso la vicenda Persidera, il network provider di cui Tim ha il 70%, con l’ex gruppo L’Espresso al 30%, e che dispone di 5 multiplex televisivi. La Commissione Ue ha stabilito che Vivendi può ‘governare’ Tim se venderà (probabilmente in tandem con l’ex Gruppo L’Espresso) Persidera ma per adesso i francesi hanno rinviato le decisioni in merito.

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