YouTube ucciderà la Tv. O forse no…

Un lettore ci scrive la sua opinione sul tema YouTube e Tv. Ecco la sua lettera.

Ormai da un po’ di anni è opinione diffusa che YouTube sia la nuova Tv e che la crescita della piattaforma di proprietà di Google sia destinata a ridurre sempre di più la centralità della televisione nel mondo dei media. I fatti però, per ora, non lo confermano.

Sicuramente da un po’ di tempo a questa parte i numeri delle visualizzazioni dei video su YouTube sono cresciuti in maniera esponenziale e non c’è dubbio che questo sia almeno parzialmente responsabile del contemporaneo calo del pubblico televisivo a livello mondiale. Circoscrivendo il fenomeno all’Italia, occorre segnalare che anche gli operatori televisivi del nostro Paese si sono resi conto del fenomeno e stanno cercando di trovare delle soluzioni al problema. Di non molto tempo fa è la notizia dell’accordo tra Mediaset e YouTube per la diffusione di contenuti del broadcaster, che giunge dopo anni di battaglie legali e denunce relative alla violazione del copyright. La Rai dal canto suo ha un canale YouTube molto attivo in cui carica diversi spezzoni, rimandando però al proprio sito per la visualizzazione dei programmi per intero.

L’elemento su cui si è sempre puntato di più per evidenziare il vantaggio del Web sulla Tv è la possibilità di usufruire dei contenuti in maniera atemporale, senza la necessità di sottostare alle programmazioni e quindi con la totale libertà necessaria in un mondo in cui gli impegni sono sempre di più e il tempo libero sempre meno. Per ovviare a ciò sia Mediaset che Sky hanno lanciato dei servizi di Web Tv on demand con i quali è possibile vedere moltissimi contenuti (anche anteprime) in qualsiasi momento della giornata e su qualsiasi dispositivo (tv, smartphone, tablet). Dagli Usa è contemporaneamente arrivata Netflix, la prima piattaforma televisiva basata solo ed esclusivamente sul Web con un’ampia scelta di film e serie, alcune delle quali prodotte dall’azienda stessa. Questo mercato in Italia è appena partito ed è in grosso fermento, ma per ora i numeri non sembrano così elevati da scalfire il primato della televisione classica.

Come detto in precedenza, invece, i numeri importanti li ha YouTube e la maggior parte di questi numeri sono fatti non dai canali ufficiali dei broadcaster, ma dai cosidetti “youtuber”, ossia dei ragazzi che caricano video prodotti da loro e di cui sono dunque autori e protagonisti. Analizzare l’evoluzione degli youtuber italiani e le loro analogie e differenze con la Tv tradizionale è sicuramente molto affascinante. Nei primi anni della piattaforma (nata nel 2006), coloro che caricavano contenuti sul “tubo” erano principalmente ragazzini annoiati e volenterosi che cercavano un metodo per sentirsi protagonisti e trascorrere le proprie giornate. Gli argomenti principali trattati nei video erano i “gameplay” (giocare ai videogiochi) per i ragazzi e il makeup o il fai da te per le ragazze. Col passare del tempo e con l’esperienza, molti di questi ragazzi hanno iniziato a realizzare i video in maniera più professionale, con attrezzature e qualità non lontane a quelle dei broadcaster e soprattutto con capacità di recitazione, montaggio e sceneggiatura notevoli.

Basti pensare a personaggi come Yotobi divenuto famoso per le sue recensioni di film “brutti”, che si è evoluto modificando i format e i contenuti del suo canale verso la sua vera passione, la comicità. Oggi Karim Musa (questo è il suo vero nome) gira per l’Italia presentando nei locali uno spettacolo di “stand up comedy” e carica su YouTube video spesso e volentieri più divertenti degli sketch di tanti celebrati comici della Tv. Un altro esempio interessante di evoluzione e professionalizzazione degli youtubers sono i QDSS (Quei due sul server), due ragazzi molisani che hanno iniziato con YouTube caricando video di gameplay come molti altri. Oggi hanno numerosi canali, ciascuno dei quali tratta argomenti diversi e in ognuno dei quali sono presenti diverse rubriche o serie. C’è il canale che si occupa di videogiochi ma che contiene anche rubriche di news, quello che parla di cinema con recensioni e opinioni, uno ricco di curiosità bizzarre e anche uno con webseries e sketch. Tutto questo ricorda molto la struttura dei canali televisivi ognuno con la sua linea editoriale e la sua specifica programmazione. Il livello dei video dei QDSS è altissimo sia dal punto di vista tecnico che contenutistico e a tal scopo giova segnalare che i due sono dei professionisti della comunicazione e hanno entrambi superato i trent’anni (quindi non sono proprio dei ragazzini).

Gli youtuber italiani che creano contenuti di livello professionale pur non avendo alle spalle una grossa struttura organizzata in stile broadcast sono tantissimi ed è indubbio che ormai i players televisivi debbano tenerli in considerazione come reali concorrenti. Bisogna però anche sottolineare che la centralità della televisione come mezzo di informazione e intrattenimento di massa non può essere messa in discussione almeno per molti anni ancora. I numeri della Televisione, soprattutto su target di età abbastanza avanzati, sono ancora molto alti. Il valore economico degli investimenti pubblicitari sulla Tv è troppo più elevato rispetto a quello sul web per mettere in discussione la supremazia del mezzo. Inoltre diversi youtubers di successo (Frank Matano, Francesco Sole, ecc.) sono passati alla Televisione, dimostrando che l’appeal della vecchia e cara Tv è ancora molto forte anche verso i più giovani.

(F.P.)

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