Comcast vuole Sky, in concorrenza con Murdoch e Disney

 

Comcast Corporation, il più grande operatore televisivo via cavo americano (è proprietario fra l’altro di Nbc e Universal Pictures), ha lanciato un'Opa da 22,1 miliardi di sterline (circa 25 miliardi di euro) sul gruppo europeo Sky, con base a Londra ma con importanti presenze anche in Germania e in Italia. Comcast vede nell'acquisizione del gruppo europeo che fa riferimento a Rupert Murdoch «un'opportunità strategica per acquisire un leader della produzione e la diffusione di contenuti nel Regno Unito e in tutta Europa».

L’offerta di Comcast è importante anche dal punto di vista finanziario, perché si basa su un prezzo per azione di 12,50 sterline, l'11% in più del valore di chiusura di Sky alla Borsa di Londra rispetto al momento in cui è stata formulata. L'iniziativa di Comcast è chiaramente una sfida a 21st Century Fox dello stesso Murdoch: il gruppo del tycoon australiano aveva offerto da tempo 11,7 miliardi di sterline per acquisire il 61% della società (attualmente ha solo la maggioranza relativa e vorrebbe invece da anni il 100%) ma l'operazione ha trovato a più riprese ostacoli nell'Autorità Antitrust britannica.

L’offerta Comcast introduce ora una variabile imprevista, che rappresenta un aumento del 16% rispetto all'offerta fatta da 21st Century Fox per la pay-tv. Nel complesso Comcast ha avanzato un'offerta da 31 miliardi di dollari (22 miliardi di sterline) per Sky. Secondo Brian L. Roberts, ceo di Comcast, “Sky è eccezionale e cercheremo di acquisire oltre il 50% delle azioni”. La recente notizia dell’accordo in Europa fra Sky e Netflix dà l’idea di quanto sia importante il gruppo (ben al di là del solo satellite ma in pieno anche nel mondo dell’on line e dello streaming Tv) e di quale sia la posta in gioco.

 

Fin qui sembra tutto chiaro e la battaglia serrata sembra fra un grande vecchio che non vuol mollare (Murdoch) e un rampante gruppo americano intenzionato a sua volta a primeggiare nel mondo. Ma la situazione si complica molto se si ripensa alla notizia di qualche settimana fa: Murdoch comunicava di voler cedere quasi tutta la sua Fox (Sky compresa, per la quota attualmente posseduta da Fox ma la situazione non sarebbe cambiata, e anzi sarebbe diventata più rilevante, se l’operazione tesa ad avere il 100% fosse andata in porto) alla Disney, tenendo per sè solo poche emittenti di sport e news (e qui ci sono anche notizie di nuove iniziative tese a dare un po’ di ulteriore ‘conforto’ a Trump).

L’operazione Fox-Disney è in pieno corso, in realtà, ma per passare dai progetti alla realtà occorrono molti passaggi e soprattutto serve il via libera, anche qui, da parte delle autorità antitrust.

Per dare un’idea delle dimensioni di quel che sta accadendo basterà ricordare che il gruppo Comcast fattura 80 miliardi di dollari l’anno contro i 55 miliardi della Disney e i 29 miliardi di 21st Century Fox. L’iniziativa di Comcast, dunque, mette i bastoni tra le ruote di Murdoch ma costituisce un ostacolo anche alla politica di espansione di The Walt Disney Company, ormai molto molto di più del solo gruppo di Topolino, delle famiglie e dei teen-ager.

Va aggiunto che l’Antitrust inglese a gennaio aveva rilasciato una dichiarazione provvisoria sulla proposta di acquisizione di Sky da parte di 21st Century Fox (in realtà solo l’ultima della serie), definendola “non di interesse pubblico”. Il regolatore teme infatti che il deal possa aver delle ripercussioni negative sul pluralismo dei media in Gran Bretagna.

Il giudizio definitivo dell’Antitrust sulla ipotizzata fusione Fox/Sky arriverà a maggio ma poi la decisione finale spetterà al segretario di Stato Matt Hancock.

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