Concessioni, digitale, conflitto d’interessi…

Dopo il naufragio del 1138, il provvedimento di riforma della televisione tolto da poco dai lavori parlamentari, è ora in discussione il decreto legge sulle concessioni Tv dello scorso gennaio,

che deve essere convertito in legge poco dopo metà marzo, scaduti i 60 giorni di rito.

In tale provvedimento si sta adesso tentando di inserire una serie di emendamenti su norme già presenti all'interno del 1138 che riguardano, in particolare, la televisione digitale, su cui attualmente manca qualsiasi tipo di norma.

Una imminente durissima battaglia si profila poi all'orizzonte fra Polo e Ulivo sul tema della possibile revisione dell'articolo della legge Maccanico che vieta l'incrocio fra le proprietà di Tv e Tlc: è la norma che ha dato modo all'Authority di bloccare l'acquisto di Tmc da parte di Seat Telecom.

Una prima proposta di emendamento in merito al citato decreto sulle concessioni formulata dai DS è stata respinta in Commissione alla Camera ma la battaglia potrebbe ora divampare in aula e potrebbe essere coinvolto anche il Governo.

A inasprire ancora le tensioni il 'forcing' del Centro-Sinistra in materia di conflitto d'interessi: la relativa legge, riveduta e corretta in senso più severo rispetto al testo votato anni fa all'unanimità dalla Camera, è in dirittura d'arrivo al Senato.

Ma per il Centro-Sinistra la vittoria potrebbe essere poco più che simbolica: infatti il provvedimento difficilmente potrà essere riapprovato in tempo anche dalla Camera prima della fine della Legislatura e diventare quindi legge dello Stato.

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