Diritti Tv del calcio: nulla di fatto, dopo una giornata campale

 

Dire giornata campale è dire poco, fra ritardi clamorosi delle riunioni previste, colpi di scena a ripetizione e una ulteriore atmosfera di assoluta incertezza, che lascia aperte diverse strade, anche se l’impressione finale è che, nonostante tutto, si tenterà ancora di coinvolgere Sky (che è sembrata disposta a giocare un ruolo da protagonista assoluta, anche spendendo parecchio) e la stessa Mediaset, che invece contrariamente ad alcun aspettative, ha solo confermato la precedente offerta. Invece l’offerta ‘secondaria’ degli spagnoli di Mediapro, adesso pienamente in campo e rivelatasi di 950 milioni circa, se per caso alla fine dovesse ‘saltare’, avrebbe comunque svolto egregiamente il suo ruolo di ‘stimolo’ a un accordo al rialzo (a favore cioè della Lega).

Stiamo parlando naturalmente dell’assemblea della Lega Calcio di Serie A di oggi, che, se non ha risolto il problema della governance, ha segnato una effettiva svolta nel campo dei diritti Tv per il prossimo triennio, visto che la ‘melina’ altrimenti poteva continuare per altre settimane, al punto che la nuova stagione calcistica poteva avvicinarsi senza accordi in merito (con gli effetti disastrosi che si possono immaginare).

La fase delle trattative private fra la Lega e le Tv, seguita alla mancata assegnazione dei giorni scorsi, non ha prodotti risultati e solo Sky (che già era stata la più ‘generosa’) aveva alzato l’offerta sui ‘famosi’ pacchetti D, mentre Mediaset era stata irremovibile. Il risultato finale è stato che la Lega ha dichiarato conclusa la procedura pubblicata in data 6 gennaio 2018, valutate le offerte presentate in data 22 gennaio e nella stessa giornata di oggi, all’esito della trattativa privata, non procedendo dunque all’assegnazione di alcun pacchetto.

A quel punto le società di Serie A e l'advisor Infront, come previsto dal bando, hanno proceduto all’apertura della busta contenente l'offerta dell'intermediario indipendente, la società spagnola Mediapro (protagonista del cosiddetto ‘bando subordinato’). Non è servito dunque il rilancio precedente di Sky Italia, che aveva messo sul piatto 70 milioni in più per D1 e D2, arrivando a quota 630 milioni complessivi.

L’offerta di Mediapro, confermando le aspettative, si è rivelata di circa 950 milioni di euro e si è capito anche che è legata alla realizzazione del famoso canale Tv della stessa Lega: sarebbero dunque le società a realizzare un prodotto da distribuire poi alle varie piattaforme, anche grazie a Mediapro, che farebbe da ‘garante della Lega’ per ottenere un incasso finale all’altezza delle aspettative.
In ogni caso, La Lega Calcio di A ha deciso di prendersi un’altra settimana (all’incirca) di riflessione, esaminando attentamente l’offerta Mediapro, ma in realtà provando anche a ricoinvolgere Sky e Mediaset, come ha spiegato l’ad di Infront Luigi De Siervo. L’alternativa a tutto questo sarebbe un terzo bando per i diritti ma l’idea ‘fa paura’ già solo a prospettarla.

Questa infinita partita ha peraltro avuto un nuovo clamoroso colpo di scena quando in serata si è appreso che Sky ha consegnato anche, a sorpresa, una sua lettera alla Lega in cui ha fatto sapere di essere pronta a comprare tutti i diritti Tv, per poi eventualmente ridistribuirli. In sostanza, Sky svolgerebbe a sua volta il ruolo per cui si è offerta proprio Mediapro.

Anche se non è chiaro a che prezzo ciò avverrebbe, si suppone che non sarebbe a meno dei 950 milioni di Mediapro. La determinazione di Sky, che non sembra porsi limiti invalicabili di spesa e di strategia, sembra comunque un elemento importante per la Lega, che dovrà tenerne conto. Sky si impegnerebbe a sublicenziare in esclusiva a terzi almeno una porzione dei diritti e a offrire i propri canali con la Serie A a tutte le piattaforme che ne facessero richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie.

“Siamo partiti da 760 milioni e siamo già a 950. E credo si arriverà al miliardo. Più i 400 milioni dei diritti internazionali e la Coppa Italia - ha commentato soddisfatto al termine di questa nuova  ‘clamorosa’ giornata il Commissario (in scadenza) Carlo Tavecchio - . Vuol dire che il vituperato campionato italiano non è poi quello che si dice”.

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