Berlusconi ha venduto un pezzo di Mediaset. Si tratta di una bella fetta del capitale del gruppo televisivo, il 7,79%, messa sul mercato e ceduta a investitori istituzionali italiani ed esteri. È un accelerated bookbuilding la procedura scelta da Fininvest per collocare i 92 milioni di azioni che, ai prezzi di Borsa, vale più di 390 milioni: prima dell'avvio dell'operazione e dell'annuncio, Mediaset aveva chiuso la seduta a Piazza Affari a 4,26 euro (in rialzo dell'1,48 per cento), sui massimi da un anno.
Il collocamento è stato curato da Merrill Lynch e Unicredit. Fininvest passa così dal precedente 41,28 al 33,4% del gruppo di Cologno Monzese. Manterrà quindi il potere di condizionare le assemblee straordinarie. Per dirla con le parole della società «potrà continuare ad assicurare a Mediaset la stabilità di un azionariato di riferimento». Nessun disimpegno quindi, a dispetto delle ricorrenti voci di vendita del gruppo.
Ma un certo alleggerimento sì. L'obiettivo della dismissione lo spiega in una nota la holding che fa capo a Silvio Berlusconi: «La liquidità che si renderà disponibile con questa operazione consentirà tra l'altro a Fininvest di proseguire nel rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale della società e di agevolare eventuali investimenti in un'ottica di diversificazione del portafoglio azionario».
E c'è chi scommette che le nuove risorse verranno investite nella partita della pay tv Premium, che però, secondo ipotesi peraltro nettamente smentite finora, potrebbe anche convolare a nozze con Sky.
Oltre alle partecipazioni storiche in Mondadori (50%), Mediolanum (30%), Milan e Teatro Manzoni (entrambi controllati al 100%) Fininvest è presente con poco meno del 24% di Molmed e col 2% in Mediobanca. Ora pare di capire che, accanto a nuove cessioni (in ballo c'è la vendita del 20% di Mediolanum imposta da Bankitalia), la società guidata da Marina Berlusconi potrebbe anche pensare a fare shopping.
Al momento tuttavia non avrebbe dossier aperti. Il bookbuilding fa il paio con un analoga operazione realizzata a dicembre 2013 per una quota di Mediolanum. L'operazione aveva fatto bene alla casse di Fininvest: a fine di quell'anno (al quale risale l'ultimo bilancio disponibile) la posizione finanziaria netta era risultata positiva per 271 milioni. Bisogna invece tornare indietro di dieci anni per trovare un collocamento di azioni Mediaset: allora era stata ceduto il 16,7 per cento.
Nel frattempo non c'è in vista alcuna uscita di Fedele Confalonieri. Il presidente di Mediaset ha bollato come «sciocche fantasie» le voci secondo le quali starebbe per lasciare gli incarichi.