Il duello Santoro – Mentana

Botta e risposta –

Ma davvero Telecom ha fatto naufragare l’accordo con Santoro per non inimicarsi troppo il Governo? O la colpa è di Michele, che in fondo vuol restare alla Rai? Ci sono opinioni contrastanti sul tema, in particolare quella di Mentana…

Nei giorni scorsi è uscito intanto un comunicato di Telecom Italia Media:

«Ti Media comunica proposito del mancato accordo con il giornalista e conduttore televisivo per il programma Annozero su La7. In merito alle illazioni contenute nell'articolo de Il Fatto Quotidiano dello scorso 2 luglio, TI Media precisa che la rottura delle trattative è dovuta alla richiesta continua e perentoria effettuata dal dott. Michele Santoro di riservarsi il diritto, una volta individuato il tema della trasmissione, di modificare, anche in senso profondo, l'eventuale “premessa”, gli ospiti in studio, la scaletta, i filmati da trasmettere e quanto altro fosse necessario per gestire in totale autonomia il programma da Lui condotto, senza alcun ragionevole preavviso (erano stati concessi solo alcuni minuti). Questa richiesta, che viola le regole interne - già ampiamente rappresentate al dott. Santoro - che presiedono i rapporti con tutti i volti della rete, pone ingiustificati rischi legali di natura penale e civile (solo questi in parte manlevabili) in capo all'Editore che non si è ritenuto di correre.
L'offerta generosa del dott. Enrico Mentana di includere il programma del dott. Santoro nella testata giornalistica, al fine di alleviare i rischi dell'Editore, è stata dallo stesso rifiutata poiché considerata “artificiosa”.
In merito al collegamento fra quanto previsto nella c.d. “finanziaria” e la decisione di TI Media di interrompere le trattative, si conferma che le opinioni delle parti sulla gestione operativa dei rapporti fra l'Autore e l'Editore, così come rappresentato in precedenza, sono risultate inconciliabili ben prima che fosse emessa la bozza di “finanziaria”, dunque le illazioni formulate da “Il Fatto Quotidiano” sono prive di fondamento reale”».

Naturalmente la pensano diversamente Santoro e i suoi fans, che accusano Telecom Italia Media di essere sostanzialmente 'a libertà condizionata' e incapace dunque di ospitare una voce libera come quella di Santoro. Che però dà sempre l'idea di voler proprio rimanere in Rai (se ce la facesse e se ne creassero le condizioni).
Di qui anche una polemica con Enrico Mentana, che aveva appunto anche offerto 'protezione legale' nella sua testata a Santoro. Ed ecco una sintesi della lettera con cui Mentana ha risposto a Santoro:

«Caro Michele, tu affermi che siamo 'diversamente liberi', ma io non so cosa voglia dire: non abbiamo mai lavorato insieme, e per quanto mi riguarda so che la libertà non è mai relativa.
Un lavoro informativo libero porta consenso e fidelizzazione del pubblico, e tutela il giornalsta rispetto all'azienda che ne ospita i programmi…
Abbiamo nei confronti del potere (economico, politico e editoriale) atteggiamenti molto distanti. Avrò fatto bene o male, ma nella videoteca non troverai una sola marchetta per questa o quella casa automobilistica, per questo o quello stilista, per questa o quella azienda pubblica o provata (Telecom compresa).
Non telefono ai politici né loro mi telefonano…
Siamo diversi, certo. Eppure credo che la nostra libertà sia la stessa, identica anche a quella del cittadino che sceglie da chi farsi informare e come.
Per questo mi sono battuto in tutti i modi perchè tu venissi a La7. Per questo sono arrivato a proporre di addossarmi la responsabilità del tuo programma, così da superare l'impasse tra te e l'amministratore delegato Stella.
Ma ora Telecom Italia Media ha risposto formalmente, si prende la responsabilità della rottura e anche della bocciatura della mia offerta di copertura del tuo programma.
Credo ancora che la via dell'intesa non sia del tutto preclusa,
per amor di libertà, con l'idea che una rete libera possa ospitare tutte le voci di chi sa fare informazione».

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