La Svizzera vota sì al canone Tv

 

Vediamo, fra i tanti, l'articolo di Claudio Del Frate apparso su corriere.it che dà conto dell’esito del referendum di oggi:

 

“Gli elettori svizzeri vogliono la Tv pubblica e sono a larga maggioranza favorevoli al pagamento del canone. Il referendum svoltosi oggi e che chiedeva l’abolizione della tassa per finanziare la radiotelevisione di Stato ha visto l’affermazione dei «no» con una percentuale che (quando lo spoglio delle schede non è ancora del tutto concluso) supera largamente il 70% dei consensi; nessuno dei cantoni della confederazione ha fatto eccezione e persino il Ticino, che in altre occasioni aveva votato controcorrente rispetto al resto del Paese, ha scelto di continuare a pagare il canone (oltre il 65% dei sì, comunque la percentuale più bassa).

L‘iniziativa, che era stata battezzata dai sostenitori «no Billag» (dal nome della società che riscuote il canone) aveva ricevuto l’opposizione del governo e dei principali partiti schieratisi a favore del finanziamento pubblico. In conseguenza del risultato, i cittadini elvetici continueranno a pagare l’«obolo» che, con i suoi oltre 400 franchi annui (circa 400 euro) è il più caro di tutta Europa.

Tirano in particolare un sospiro di sollievo i giornalisti e i dipendenti della Rsi, il canale radiotelevisivo che da Lugano trasmette in lingua italiana: si tratta infatti dell’emittente nazionale con l’audience più bassa (gli abitanti del Canton Ticino sono appena 350mila) e quello che sarebbe stato maggiormente penalizzato dall’abolizione del canone”.

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