Multa a Santoro e Fazio

La Rai è stata sanzionata dall’Agcom per la famosa puntata di ‘Anno zero’ di Santoro del 2008 con le invettive di Grillo contro Napolitano e Veronesi. Multa anche a RaiTre per le accuse a Schifani di Travaglio a ‘Che tempo che fa’. Polemici Centro-Sinistra e FNSI.

L'Agcom ha fatto sapere nei giorni scorsi di aver multato la Rai per una somma complessiva di sessantunomila euro. Nel mirino sono state le trasmissioni 'Annozero' di Michele Santoro su RaiDue e 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio in riferimento a programmi andati in onda nella primavera 2008. Nella puntata di 'Annozero' del primo maggio (una serata davvero 'incredibile' e inguardabile, a nostro parere, con insulti e scintille in studio fra Sgarbi e Travaglio), in particolare, vennero trasmessi lunghi stralci del 'comizio' di Beppe Grillo in cui venivano offesi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il professor Umberto Veronesi. I commenti in questione, usati sagacemente da Santoro quale 'esca' di un dibattito già rovente di suo in studio, sono costati alla Rai ben cinquantunomila euro.

Multata anche la puntata di 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio in cui l'ospite Marco Travaglio espresse severi giudizi e dubbi sui rapporti con la mafia dell'allora neopresidente del Senato Renato Schifani: per quelle affermazioni (da cui pure Fazio prese subito e nettamente le distanze) la Rai pagherà diecimila euro. Molto scontento della multa è apparso il direttore di RaiTre Paolo Ruffini, che nega responsabilità (e forse ha ragione).

La violazione, votata a maggioranza dall'Agcom, concernerebbe, secondo l'Autorità, "i diritti fondamentali della persona". Subito dopo la votazione il relatore sulla vicenda, il Commissario di Centro-Sinistra Lauria, si è dimesso in polemica con la linea decisa dall'Agcom.

In generale il Centro-Sinistra si è espresso contro il provvedimento, che sarebbe un 'precedente pericoloso'.

Per la Federazione Nazionale della Stampa, poi, ''la decisione dell'Agcom di censurare la Rai per le trasmissioni di Michele Santoro e di Fabio Fazio, al di là del rispetto che si deve sempre alle 'sentenze' di organismi giurisdizionali, si offre a legittime considerazioni anche critiche e a giustificate preoccupazioni. Appare, infatti, sempre più difficile fare informazione in diretta ed assicurare sul servizio pubblico la circolazione delle opinioni più dibattute e fuori schema. Il servizio pubblico, abbiamo sempre detto, non può peccare di omissione informativa. I codici di garanzia devono essere rispettati, la dignità delle persone è un valore sostanziale assoluto ma la disciplina delle garanzie non può mai rischiare di trasformarsi in censure o in subliminali inviti a farne o in esclusioni di voci.

Sicuramente la decisione dell'Agcom ripropone, in tutta evidenza, la necessità di rivedere totalmente i sistemi di controllo sul servizio pubblico sottoposto sempre più a limiti e condizionamenti piuttosto che a regole di libertà''.

Ci permettiamo però un piccolo commento in dissenso con questa nota della FNSI. Se è vero che le competenze sulla Rai non sono chiare (l'Agcom o la Vigilanza hanno competenza o ce l'hanno tutti e due gli organismi, come pareO Uno po' troppo...), quella trasmissione di Santoro, come altre dello stesso personaggio, appare ben poco difendibile. A che scopo diffondere decine e decine di minuti di un Grillo registrato in comizio che insultava tutto e tutti, compreso un maturo scienziato che è una gloria dell'Italia e lo stesso Presidente della RepubblicaO Qual era il valore di quella "provocazione", fatta ad arteO Si voleva, in realtà, dare tutto lo spazio possibile a Grillo e al suo alleato Travaglio (peraltro commentatore fisso della trasmissione) e eccitare a dovere gli animi, cosa pienamente riuscita grazie alla presenza di Sgarbi, che fra mille insulti e parolacce creò un clima assurdo per una trasmissione televisiva di prima serata, ridotta a uno scontro (quasi fisico) a chi la sparava più grossa, a chi insultava di più, a chi aizzava di più le passioni degli spettatori.

Tutto ciò è libertà di pensiero, dovere di informare, compito del servizio pubblicoO Non ci pare e ci pare sbagliato anche per trasmissioni simili dover pagare il canone e persino le multe. Naturalmente Santoro insiste e si è permesso nei giorni scorsi persino di contestare con durezza e con totale libertà i vertici Rai, cioè il suo stesso editore, quello che gli permette di andare in onda. Niente di strano: in precedenza Santoro era riuscito ad ottenere sentenze giudiziarie secondo le quali la Rai era addirittura 'obbligata' a mandarlo in onda (il giudice che decide il palinsesto Rai!).

Forse la FNSI può trovare cause e personaggi migliori da difendere...

Mauro Roffi

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