Osservatorio Elettorale: terza puntata

La campagna elettorale entra stancamente nell’ultima fase: a ravvivarla è più che altro Crozza. Per gli attesi ‘duelli’ nulla di fatto, per ora, mentre la Rai si avvia a fronteggiare Sanremo ‘in casa’ con le ‘conferenze stampa’ (audience nella polvere?). Intanto a Gr Parlamento…

Dita incrociate nella speranza di un accordo tra i leader politici. Solo così si potranno aprire le porte al confronto Tv tra i potenziali inquilini di Palazzo Chigi. La Rai è fuori dai giochi, mentre in pole position c'è Sky, che ha raccolto più di 10 mila tweet alla fine di una campagna di sensibilizzazione popolare culminata l'altro giorno con la consegna degli inviti ai sei principali esponenti politici in lizza.

A seguire ci sono anche Mediaset e La7 che per la verità sembrano non crederci più di tanto. Fino ad ora le posizioni di Berlusconi, Bersani e Monti sono inconciliabili. Però è inutile fare previsioni, perché in campagna elettorale notoriamente tutto può succedere da un momento all'altro.

In attesa di una svolta, ripariamo nell'ironia di Crozza, che venerdì scorso su La7 ha raggiunto il 10,27 % di share media, con picchi di oltre l'11%. “Un nuovo record” per Telecom Italia Media che ricorda anche gli 11 mila contatti unici in streaming video sul web. 'Crozza nel Paese delle meraviglie' si conferma un'esperienza interessante della campagna elettorale televisiva. Lasciando sullo sfondo l'importanza della sana risata, c'è da dire che la galleria di personaggi è davvero all'insegna della Par Condicio. L'ultimo arrivo è Monti col quale il comico genovese ha ingaggiato un simpatico 'duello' personale (che per Crozza si consuma soltanto durante lo spettacolo, infatti non ha mai rilasciato interviste). Infelice dunque la battuta del Premier, specie laddove lo ha definito 'pateticamente disinformato', beccandosi in riposta una canzone e mezza puntata di Crozza.

Ma l'elenco del comico comprende un po' tutti, da Ingroia a Montezemolo passando per Briatore e Conte, mentre ieri Marchionne alla iniziativa di 'Repubblica' di Torino parlava davvero, rassegnato, esattamente come la sua imitazione.
Senza cavalcare troppo il berlusconismo - che pure non manca - lo show di Crozza propone una strada sempre 'fresca' dove si esalta il valore teatrale dell'artista e soprattutto la sua capacità di portare il pubblico per mano durante la serata. A parte qualche eccezione, con il fido Zalone, sul palco agisce da solo. E da solo, con rapidi cambi di 'maschera', è protagonista di un susseguirsi di sketch che richiede grande preparazione e che ricorda la logica narrativa di Youtube.

Senza dubbio è una scelta coraggiosa, comunque atipica, che però non stanca e che in qualche modo rafforza il rimando all'appuntamento del martedì sera su RaiTre. La copertina di 'Ballarò', peraltro, è ancora più breve e probabilmente è anche questo uno dei segreti del suo successo, segnato da ascolti ben superiori rispetto al resto del programma di Floris.

Il dibattito tra leader e opinionisti resta comunque il genere più usuale della Tv generalista. Su questo fronte abbiamo notato il 'salto di qualità' di 'Leader', la trasmissione di Annunziata su Rai re che la prossima volta ospiterà Berlusconi e il suo team (tutti ricordano il precedente del 2006, quando il Cavaliere abbandonò lo studio di 'In ½ ora'). Venerdì scorso è stato il turno di Monti e il risultato - 4,28% di share - suona come giusto riconoscimento per una puntata strutturalmente equilibrata senza le 'criticità' emerse in precedenza, che hanno spinto la stessa giornalista ad ammettere alcune responsabilità personali in merito alla conduzione.

Nei primi due appuntamenti la difficoltà maggiore è sembrata la gestione dello studio, probabilmente anche a causa di uno spazio eccessivamente piccolo che amplifica volentieri la sovrapposizione delle voci dei numerosi ospiti.
Venerdì sera non sono bastate due-tre provocazioni a mettere in difficoltà Monti. In collegamento da Matera, a fine trasmissione, il professore ha infatti confidato che affrontare il programma non è così difficile come qualcuno sostiene (forse è una frecciata a Bersani, che ha declinato l'invito di Annunziata). A quel punto è intervenuto il rappresentante dei Tea Party italiani, che si è reso protagonista di una lunga e violenta 'tirata 'contro Monti e il Governo. Tanto per ravvivare un po'…

È doveroso un accenno a Rai Parlamento. La testata, ancor di più in queste ultime settimane prima del voto, è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per il servizio pubblico. Sarà questa struttura, infatti, ad organizzare i momenti più densi dell'offerta Rai. Ovviamente parliamo delle conferenze stampa e delle tavole rotonde che - sebbene senza 'duelli' diretti - vedranno protagonisti i leader e i rappresentanti delle liste e delle coalizioni. In base al regolamento della Vigilanza e al suo aggiornamento, che ha dettato le caratteristiche dei format, i sorteggi dei partecipanti e quant'altro, si parte l'11 febbraio, proprio nella settimana di Sanremo (!): le conferenze saranno trasmesse su RaiDue e RadioUno a partire dalle ore 21, mentre
per le tavole rotonde l'appuntamento è su RaiDue e RadioUno alle ore 17. Martedì 5, inoltre, al via le interviste con ciascuno dei rappresentanti delle liste nazionali (durata 5 minuti, in onda su RaiTre alle 23,10 e su Radio Tre alle 23,45) e i messaggi autogestiti (su RaiUno e RadioUno in vari orari). Ad aprire le danze, lunedì 4, le Tribune Elettorali per gli italiani all'estero (in onda su RaiUno alle 10,15 e su Rai Italia).

Vale la pena di ricordare anche i prodotti previsti in occasione delle consultazioni regionali in programma in Lombardia, Lazio e Molise sempre il 24 febbraio. In questo caso entrano in azione le sedi locali Rai, che, in stretto raccordo con Rai Parlamento, e con le esigenze orarie della programmazione nazionale, sono tradizionalmente impegnate su due fronti: le conferenze stampa dei candidati a Presidente e i confronti tra i candidati a Presidente della Regione, che si terranno nelle ultime due settimane prima del voto e che saranno trasmesse sulle reti regionali.

Sul rispetto del pluralismo per le Regionali vigila anche l'Agcom. Proprio nei giorni scorsi, oltre al nuovo richiamo nei confronti dei Tg nazionali 'squilibrati', l'organismo ha pubblicato un chiarimento sull'interpretazione della specifica delibera relativa alle consultazioni locali. Nel documento si chiede alle emittenti private (nazionali e locali) di confezionare i prodotti di informazione e di approfondimento tenendo conto della doppia identità dei candidati, i quali, vista la concomitanza con le elezioni generali, potrebbero intervenire sia con tematiche di rilievo nazionale sia di rilievo locale. Il controllo di quanto avviene nell'universo radio-tv locale spetta anche ai Corecom.

Sul versante del Servizio Pubblico, Rai Parlamento ha l'obbligo di pubblicare ogni giorno sul proprio sito internet gli indici di ascolto e i dati relativi alla partecipazione dei gruppi politici alle trasmissioni di informazione Rai. Tali dati sono realizzati dall'Osservatorio di Pavia, comprendono anche il quadro nelle tre regioni interessate dal voto locale e sono pubblicati anche sul sito della Tgr.
L'intero dossier deve essere trasmesso settimanalmente alla Commissione di Vigilanza.

Il meccanismo è evidentemente complesso e di scarso appeal da parte dell'opinione pubblica. Forse per lo stesso motivo si parla poco anche di Rai Parlamento (noi lo abbiamo fatto qualche mese fa sulla nostra rivista). Per esempio è sfuggita la notizia che il direttore Gianni Scipione Rossi ha recentemente assunto l'interim di GR Parlamento in seguito al pensionamento di Giovanni Miele, che era alla guida dell'emittente radiofonica. La mossa è significativa, perché potrebbe portare ad un accorpamento delle due strutture che in fondo si occupano degli stessi temi.

A proposito di interim, Monica Maggioni, appena nominata alla direzione di Rai News, nei giorni scorsi ha assunto anche quella di Televideo. Anche in questo caso, la decisione del Cda lascia presagire l'avvio di una fusione tra le due testate, prevista sulla carta da diverso tempo.

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