Seat-Tmc: la storia infinita

Nuovo stop dell’Authority guidata da Enzo Cheli all’affare Seat-Telemontecarlo; il trasferimento di TMC a Pelliccioli e Colaninno, a parere di Cheli e dei Commissari dell’Autorità napoletana, non è proprio consentito dalla legge.

L'Autorithy per le garanzie nelle Comunicazioni ha quindi riaffermato il "no" già espresso il 17 gennaio scorso (e bocciato dal Tar), ribadendo che Telecom, anche se non è più licenziataria del servizio pubblico di tlc, non può possedere in base alla legge 247/97 una tv in chiaro.

Ma le cose non sono così semplici come sembrano: il Tar ha infatti preannunciato un'udienza di merito il 28 marzo, lasciando desumere un parere ragionevolmente positivo sull'esito del ricorso conro le decisioni (la prima e la seconda, a questo punto) della stessa Authority.

Per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato è quindi probabile che Cheli aspetti proprio quella data e quelle decisioni.

Nel frattempo, dal quartier generale di Vittorio Cecchi Gori è arrivato un messaggio a Telecom per ricordare che, se esistono dei patti, bisogna rispettarli fino all'ultimo, e se, a suo parere, si è parlato di matrimonio e non di cessione, quella rimane la strada da seguire.

Diversa, evidentemente, l'interpretazione dei fatti da parte di Seat e Telecom, che intendono arrivare al definitivo possesso societario della Cecchi Gori Communications (e non solo alla gestione delle emittenti) alle condizioni già concordate la scorsa estate.

L'operazione - nella sua versione di complessa querelle legale - rischia insomma di trascinarsi ancora a lungo e non sarà facile dirimere i dubbi e persino i conflitti di competenza.

Ma - come dimostra l'importante accodo con MTv - Seat e Telecom intendono giocare fino in fondo e con grande decisione la partita.

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