Tiziana Ferrario tornerà in onda

Ancora una sentenza giudiziaria che ‘reintegra’ nel suo ruolo un giornalista Rai: stavolta è il turno di Tiziana Ferrario, che Minzolini aveva ‘messo da parte’, dopo tanti anni di conduzione. La Rai è ingovernabile, Minzolini provoca guai ma la magistratura avrà sempre ragione?

Tiziana Ferrario a fine anno è stata reintegrata dal Tribunale del Lavoro di Roma alla conduzione del Tg1 delle 20, oltre che nel ruolo di inviata speciale per il grandi eventi. Il giudice Maria Grabriella Marrocco ha infatti accolto il ricorso d'urgenza presentato dagli avvocati della giornalista Domenico e Giovanni D'Amati ed ha ravvisato nella rimozione dell'incarico da conduttrice del Tg1 della Ferrario “una grave lesione della sua professionalità attuata per motivi di discriminazione politica a seguito dell'opposizione della giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini”.

Lo “scontro” con la direzione del Tg1 (cioè con il contestatissimo direttore Augusto Minzolini, aperto sostenitore del premier Berlusconi) risale allo scorso aprile, quando era stato proposto ai giornalisti della testata un documento di sostegno a Minzolini, in cui si censurava l'operato del sindacato interno. La Ferrario non firmò il documento ed in seguito fu rimossa dalla conduzione del Tg1.
Le motivazioni addotte dalla direzione erano però di ben altra natura, ovvero si parlava della necessità di rinnovare i volti in video del Tg1 e lasciare più spazio alle giovani leve. “Paolo Fraiese ha condotto il Tg1 per sette anni - ha detto Minzolini a commento della sentenza del giudice Marrocco - , Bruno Vespa per cinque e Tiziana Ferrario per trenta anni. Reintegrarla alla conduzione è un esempio di gerontocrazia simile a quanto avviene con i baroni universitari ferocemente incollati alle poltrone”.

Soddisfatta invece la giornalista, che ritiene questa una sentenza apripista che potrà spianare la strada per il riconoscimento dei diritti di altri colleghi. “È una grande soddisfazione, condivisa con altri colleghi che si trovano nella mia stessa situazione: Paolo Di Giannantonio, Massimo De Strobel, Raffaele Genah e Bruno Mobrici. Aspettavamo questa sentenza con grande ansia, dietro a me ci sono altre cause in Rai. Ho condiviso con loro questa soddisfazione per la decisione del giudice: l'operazione di Minzolini è stata riconosciuta come un'ingiustizia che ha colpito la nostra professionalità”.

Aspro il dibattito politico acceso dal “caso Ferrario”, mentre la Rai ha dichiarato che impugnerà il reintegro della giornalista.

Un piccolo commento, a questo punto. È naturalmente ben difficile difendere Minzolini, che concepisce la principale testata giornalistica italiana quasi come una parte dell'ufficio stampa di Palazzo Chigi e in questo ormai troppo lungo periodo di Direzione del Tg1 ha provocato tanti guai alla sua stessa azienda, a cominciare dal drastico calo di ascolti, per un'evidente insofferenza di una parte del pubblico, che vorrebbe notizie e non 'veline di palazzo'. Chi sgarra naturalmente viene punito a dovere, anche se, come Tiziana Ferrario, ha parecchi meriti giornalistici alle spalle e una alta stima nell'ambiente.

Quel che però sconcerta - anche si capisce perché si ricorra alla magistratura - è proprio questa sentenza, che si lega all'altrettanto sconcertante precedente di Santoro. Ma sarà davvero compito di un giudice stabilire chi debba condurre il Tg1? E i poteri del direttore (sì, anche di un direttore come Minzolini), allora, quali sono, cosa gli è possibile fare?
Certo, si potrebbe dirigere molto meglio il Tg1, ma insomma…

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