Tv locali – Mediaset: forte tensione

Sono giorni di tensione fra Tv locali e nazionali (soprattutto Mediaset). Maurizio Giunco attacca sul ‘Corriere della sera’, sullo stesso giornale risponde Gina Nieri per conto di Mediaset. Intanto in Veneto c’è molta preoccupazione…

Su questa delicata situazione (che potrebbe avere ripercussioni anche sulla stessa Frt, in cui convivono Tv nazionali e locali), vediamo cosa ha scritto invece il 'Corriere Veneto':

«Ascolti in picchiata, tra problemi tecnici di trasmissione e ricezione per le bizze dei decoder. Un governo considerato nemico che le attacca con un fuoco di fila: taglia fondi; sottrae frequenze praticamente senza risarcimento; vieta il nuovo e lucroso business dell'affitto dei canali agli operatori nazionali; aumenta vertiginosamente la tassa di concessione.

Altro che nuova «età dell'oro» (con) l'avvento del digitale terrestre. Le Televisioni locali venete vivono come un incubo la rivoluzione tecnologica che, invece, per i telespettatori che riescono a vederla - almeno per ora - è una manna dal cielo, moltiplicando l'offerta gratuita di news, film, sport, fiction, telefilm, cartoni animati, programmi culturali e di intrattenimento. E contro l'esecutivo Berlusconi le Tv venete sono pronte a reagire, insieme ai colleghi
nazionali, con video-spot durissimi proprio «made in Veneto» e, se necessario, anche marciando sulle residenze del premier Berlusconi (nonché patron di Mediaset, accusata di essere dietro gli attacchi) a
Palazzo Grazioli e Arcore.

Lo spettro è di finire come le emittenti della Sardegna dove, a due anni dal passaggio al digitale (nell'ottobre 2008), il mese scorso la Regione ha dovuto aprire un tavolo sullo stato di crisi del settore - fa notare la Frt (Federazione delle radio e televisioni private) - , «amplificato dalla novità tecnologica».
Nell'isola gli ascolti sono calati ed è precipitata la raccolta pubblicitaria, mettendo a rischio l'esistenza delle Tv e di migliaia di posti di lavoro. Partiamo dai numeri, quelli dell'Auditel, l'istituto indipendente che rileva gli ascolti.

Il dicembre scorso, confrontato col mese precedente, è una Caporetto per tutte le emittenti venete. La più seguita, 7 Gold-Telepadova, ha un calo degli spettatori del 55,33 per cento. A consolare il gruppo di appartenenza la performance di 7 News, unica Tv che guadagna audience (+ 8,10%).
Tra chi perde meno ci sono la neonata emittente del gruppo Panto, Free Tv (- 6,05%, a differenza dell'ammiraglia Antenna Tre che scende del 41,63%) e Televenezia (- 22,39%). In mezzo segni negativi a go-go: Tva Vicenza - 45,85%; Telearena - 42,92%; Teleregione - 42,63%; Rete Veneta - 42,56%; Telenuovo - 33,53%; Telechiara - 24,72%. Dati da brividi che, per Valter Galante, amministratore delegato di 7 Gold-Telepadova, hanno un unico colpevole: il passaggio al digitale, con gli annessi problemi tecnici e logistici.

“Non si poteva scegliere periodo peggiore per lo «switch off - spiega Galante - . Spegnere il segnale analogico a fine novembre al Nord, con le piogge e nevicate, ha messo in difficoltà la preparazione dei ripetitori in montagna e il potenziamento delle antenne, non sempre all'altezza, sui tetti degli utenti. Per non parlare delle tarature delle apparecchiature, in corso fino a qualche giorno fa, a causa della comunicazione delle frequenze fatta all'ultimo momento dal ministero dello Sviluppo Economico. E poi tanti hanno "perso" le loro solite Tv perché qualche emittente ha occupato canali non suoi”».

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