Uno scandalo tutto interno alla BBC

La Tv pubblica britannica ha fatto condurre un suo programma musicale per decenni a un pedofilo e quando qualcuno ha provato a denunciare la questione, tutto è stato insabbiato. Una brutta vicenda per la famosa Tv inglese…

Dopo sospetti, illazioni e molti “tutti sapevano che…” è stata finalmente aperta un'inchiesta interna sullo scandalo del popolare presentatore della Bbc Jimmy Savile, accusato di avere abusato di centinaia di ragazzine, mentre l'emittente pubblica britannica e i suoi dirigenti del passato - a quanto pare - giravano lo sguardo da un'altra parte.
Le indagini, come scritto sul sito della Bbc, cercheranno di determinare “in che misura il personale della stessa Bbc era o doveva essere al corrente di eventuali azioni illegali o inappropriate da parte di Savile nei locali della Tv o nei posti dove si è recato per conto della Bbc”.

L'inchiesta indipendente, una delle due promesse dall'emittente pubblica britannica per rispondere alla valanga di critiche di cui è stata oggetto, arriva però tardi, ad un anno esatto dal morte di Savile, avvenuta il 29 ottobre 2011, quando il “mattatore” aveva 84 anni e si era reso protagonista - a quanto pare - di anni di abusi, dei quali, si dice, molti sapevano ma troppi tacevano.


Peter Rippon, direttore di 'Newsnight', probabilmente il più famoso programma di approfondimento giornalistico della Tv britannica, in onda dal 1980, ha dato le dimissioni alcuni giorni fa. Rippon è stato accusato di non aver mandato in onda un'inchiesta del suo programma su Savile, nel tentativo di non dare visibilità alle accuse e alle inchieste contro il famoso conduttore (per decenni) di 'Tops of the Pops'. Rippon si è difeso dicendo che secondo lui non c'erano prove abbastanza forti a sostegno delle accuse quando ha preso la decisione. La questione è stata oggetto di un altro noto programma della Bbc, 'Panorama', che ha dato vita dunque a una sorta di 'lite in famiglia' con 'Newsnight'.

Anche Mark Thompson, ex direttore generale della Bbc fino al mese scorso e in procinto di entrare nel Cda del 'New York Times', è nell'occhio del ciclone. L'ex direttore ha detto di non avere mai sentito di alcuna accusa contro Savile e di non essere mai stato informato dell'inchiesta di 'Newsnight', poi cassata dal responsabile di testata; a Thompson sarebbe stato detto che il servizio era stato accantonato per ragioni giornalistiche.

Una tesi confutata dal 'Sunday Times', che ha scritto di aver rintracciato le prove di ben due avvisi ufficiali inoltrati all'ufficio del direttore, nel maggio e nel settembre di quest'anno. Nel primo caso fu un giornalista, Miles Goslett, a spiegare alla segretaria di Thompson, Jessica Cecil, come stavano davvero le cose. Cecil consigliò al reporter di contattare l'ufficio stampa e non disse nulla al direttore.

La ITV - che al contrario della BBC ha mandato il documentario sulla doppia vita di Savile, facendo scoppiare lo scandalo - aveva cercato di contattare lo staff del direttore, presentando una lista di dettagliate domande. Anche in quel caso Thompson sarebbe stato tenuto all'oscuro di tutto. Nei giorni scorsi c'è stato poi l'arresto del cantante 68enne Gary Glitter, rilasciato poi su cauzione. Glitter, che già era finito in cella in Vietnam nel 2006 per pedofilia, è stato accusato da Karin Ward, una delle vittime di Savile, di aver fatto spesso sesso con un'adolescente nel camerino del presentatore della BBC.

Insomma, quello dello scandalo Savile è un caso che ogni giorno si accresce di nuovi elementi imbarazzanti per la Tv pubblica, che gli inglesi, fino a ieri, hanno sempre chiamato “zietta”. Una zia, a quanto pare, di cui non ci si poteva fidare già da tempo e oggi in preda ad un preoccupante calo di credibilità.

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